Poiane e astori sostituiti da goffi piccioni e chiassosissimi gabbiani. Non vedo il tramonto e non vedo le stelle. E il mare è coperto da una pila di libri.
Mia cara bella Cagliari, ogni anno comincio a odiarti in primavera: ti odierò ancora per un’altra settimana, fino alla fine degli esami. Poi me ne rientrerò a casa, e poi magari comincerai a mancarmi, quando verrà l’autunno.
Ora desidero solo una sera libera, una passeggiata nel bosco con i cavallini selvatici e, con un (bel) po’ di fortuna, anche qualche cervo. Sarà una lunga settimana…
Valdrada
Così il viaggiatore vede arrivando due città: una diritta sopra il lago e una riflessa capovolta.




