Valdrada

Così il viaggiatore vede arrivando due città: una diritta sopra il lago e una riflessa capovolta.

About

Non sono un’aspirante scrittrice, né giornalista, neppure artista. Non ci sono grandi cose che so fare, sono un’ordinaria studentessa in un’ordinaria piccola città. Scrivo questo micro-blog solo per dar sfogo a quello che mi corre nella mente, che vi interessi o meno: se vi annoia semplicemente passate oltre. E per mettermi un po’ in gioco, pure. Se c’è una cosa che vorrei tanto saper fare è disegnare, per dar vita al popolatissimo mondo che ho in testa.

Tu prova ad avere un mondo nel cuore, e non riesci ad esprimerlo con le parole
[Fabrizio De Andrè, Un matto, “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, 1971]

Valdrada è una delle città descritte da Marco Polo a Kublai Kan, nel libro Le città invisibili di Italo Calvino. E’ una città costruita sulla riva d’un lago, una città con due facce, “una diritta sopra il lago e una riflessa capovolta”, cosicché tutto quel che accade in una Valdrada si riflette nell’altra, e ogni cosa è insieme quella cosa e la sua immagine. Ogni cosa è doppia e insieme non lo è, perché “a ogni viso o gesto rispondono dallo specchio un viso o gesto inverso punto per punto”. Valdrada sono io, che vivo sempre con la mia immagine riflessa nella mente, e più guardo quell’immagine, più sono convinta che non mi somigli affatto.

"Le due Valdrade vivono l’una per l’altra, guardandosi negli occhi di continuo, ma non si amano”.

E questo è un cestino dove gettare alla rinfusa tutti i post-it su cui ho annotato e annoterò i pensieri di un istante, quelli che se non li inchiodi subito a un foglio li perdi e basta, non c’è modo di richiamarli indietro: sono più volatili dell’alcool.






N.B: Se riconoscete qualcosa di vostro qui, e volete che venga rimosso, vi prego di contattarmi.